Ne discendeva che, quand'anche i fatti riportati dal querelato non avessero costituito la verità sostanziale e, quindi, la prova della verità non fosse stata portata, sarebbe comunque realizzata la prova della buona fede (consid. 6). 4.3 La ricorrente assevera che il Pretore ha omesso di accertare se siano adempiuti i presupposti per ammettere il querelato alla prova della verità e della buona fede. A suo dire l'ostinazione e l'aggressività con le quali egli si è scagliato contro di lei provano che il suo intento era unicamente quello di denigrarla.