condotta in modo sì pericoloso, ma piuttosto dilettantesco, secondo un piano in parte improvvisato e concordato all'ultimo minuto. Essi hanno altresì considerato l’incensuratezza, il lungo carcere preventivo sofferto e, soprattutto, la particolare durezza di quello patito per quasi quattro mesi nelle carceri di Istanbul, valutando altresì la situazione personale, familiare e sociale, segnatamente la nascita di un figlio durante la detenzione e la lontananza dalla famiglia conseguente alla pena da espiare (sentenza, pag. 82-84).