in particolare act. 51). È vero che il perito ha descritto il ricorrente come “un soggetto depresso, ansioso e con rallentamenti psicomotori”, rilevando che “tale costellazione, che si situa tra la nevrosi d'Ansia, configura più precisamente un Disturbo Post-traumatico da stress in una personalità narcisistica con tratti ipocondriaci e paranoidei a cui si associano comportamenti manipolatori” (sentenza, pag. 17 con riferimento ad act. 39). Il ricorrente non spiega tuttavia perché una conclusione del genere avrebbe dovuto costituire per la Corte delle assise criminali un serio motivo di dubbio sulla sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti (e non della carcerazione).