Il modo di agire è particolarmente odioso quando, ad esempio, l'autore dà prova di crudeltà, mostrando piacere nel far soffrire o nell'uccidere la vittima (DTF 118 IV 122 consid. 2a; 120 IV 275 consid. b; Corboz, op. cit. art. 112 n. 6 segg.). Il Tribunale federale ha tuttavia precisato che non è corretto qualificare l'atto come assassinio fondandosi su qualsiasi elemento suscettibile di configurare una speciale gravità; al contrario, occorre procedere a una valutazione di insieme per stabilire se l'atto, esaminato alla luce di tutte le sue sfaccettature, consenta di definire l'autore come assassino.