L'interesse legittimo – si ripete – consisteva nel rendere di pubblico dominio il modo in cui i clandestini provenienti dall'Italia sono fermati, identificati e riconsegnati alle autorità italiane. Non era invece quello – contrariamente a quanto asserisce l'accusato (osservazioni, punto 6 in principio) – di far sì che un giornalista potesse “vivere direttamente in prima persona le vicissitudini dei profughi”, a meno che tali vicissitudini non potessero essere rese note intervistando le persone rimandate in Italia. È vero che ciò sarebbe stato più laborioso e avrebbe fors'anche pregiudicato lo scoop.