c), bensì nel fatto che l'autore potesse riferire di quanto accade ai clandestini entrati in Svizzera dal momento del fermo fino “respingimento”. L'interesse legittimo, per vero, era quello del pubblico alla debita informazione, non necessariamente quello del giornalista alla sperimentazione personale. Quanto al travaglio e alle peripezie dei profughi su territorio italiano (dall'arrivo nella zona di frontiera all'incontro con il passatore, dal ritrovo a Ponte Chiasso fino al passaggio sotto la rete doganale, dal “respingimento” in Italia fino alla ricerca di nuovi itinerari per entrare clandestinamente in Svizzera), ciò poteva manifestamente essere narrato senza violare l'art. 23 cpv.