{"Signatur": "TI_TRAP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1999-10-19", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-1999-51_1999-10-19.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=59045&nX40_KEY=4933345&nTrefferzeile=25&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "89db91ab132c7a1bed27858e8dee0dba"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.1999.51"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 19.10.1999 17.1999.51"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 19.10.1999 17.1999.51"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 19.10.1999 17.1999.51"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 02:33:53", "Checksum": "7ba255c457d3abdee6e8724c68379f59", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 19.10.1999 17.1999.51\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n|\n|\n|\n|\n|||\n|\nIncarto n. |\n|\nIn nome |\n|\n||\n|\nLa Corte di\ncassazione e di revisione penale |\n|||||\n|\n|\n|||||\n|\n|\n|||||\n|\ncomposta dei giudici: |\nPellegrini, presidente, |\n|\nsegretario: |\nIsotta, cancelliere |\nsedente per statuire sul ricorso per cassazione del 5 agosto 1999 presentato da\n|\n|\n____________ e ____________, (patrocinati dall’avv. dott. __________) |\n|\n|\n|\ncontro |\n|\n|\n|\nla sentenza pronunciata il 7 luglio 1999 dal Pretore della giurisdizione di Locarno-Campagna nei confronti di\n____________,\n(patrocinato dall’avv. __________); |\nesaminati gli atti,\nposti i seguenti\npunti di questione: 1. Se deve essere accolto il ricorso per cassazione;\n2. Il giudizio sulle spese.\nRitenuto\nin fatto: A. La ____________ SA, ____________, di cui ____________ era amministratore, ha stipulato il 25 ottobre 1996 con ____________ e ____________ un contratto di locazione avente per oggetto una casa unifamiliare da costruire sulla particella n. __________ RFD di __________. La pigione è stata pattuita in fr. 1’640.– mensili, spese accessorie escluse, e l’inizio della locazione è stato previsto circa 8 mesi dopo l’ottenimento della licenza edilizia. I coniugi ____________ hanno potuto accedere allo stabile solo nel Natale del 1997 e, lamentando la manchevole finitura dell’abitazione oltre a numerosi difetti, non hanno versato il canone di locazione per i mesi di gennaio, febbraio e marzo 1998. Il 23 marzo 1998 la ____________ SA ha preteso il versamento di fr. 5’440.– per le pigioni e le spese accessorie arretrate, e il 27 successivo ha ribadito la richiesta, aggiungendo il canone del mese di aprile e minacciando l’interruzione dell’erogazione elettrica in caso di mancato pagamento. I conduttori hanno versato fr. 3’000.– come acconto sulle pigioni di gennaio, febbraio e marzo 1998, rilevando che i difetti riscontrati giustificavano una riduzione del canone di fr. 1’000.– mensili.\nB. Il 1° aprile 1998 ____________ ha tolto dal quadro elettrico che si trova presso la sua abitazione la valvole della casa occupata dai coniugi ____________. Questi hanno fatto intervenire un impiegato della ____________, il quale le ha reinserite. Il 3 aprile successivo ____________ nuovamente levato i fusibili. La mancanza di corrente avendo spento il riscaldamento, i coniugi ____________ hanno lasciato l’abitazione per evitare di trascorrere la notte al freddo con due bambini piccoli. Essi non hanno più fatto ritorno nello stabile, limitandosi a chiedere di poter disporre di un paio di locali per depositare le loro masserizie, nell’attesa di trovare un’altra sistemazione. ____________ ha preteso la consegna delle chiavi di casa. Non avendo i coniugi dato seguito alla richiesta, egli ha sostituito il cilindro della serratura ed è entrando nella casa a due riprese: la prima dalla porta principale e la seconda dalla porta della cantina. Infine egli ha fatto portare via i mobili in un deposito della ditta __________ SA.\nC. Con decreto di accusa del 15 marzo 1999 il Procuratore pubblico ha riconosciuto ____________ autore colpevole di coazione e di ripetuta violazione di domicilio, proponendone la condanna a 10 giorni di detenzione sospesi condizionalmente per 2 anni. Statuendo su opposizione dell’accusato, con sentenza del 7 luglio 1999 il Pretore della giurisdizione di Locarno–Campagna ha prosciolto quest’ultimo dall’accusa di coazione, infliggendogli una multa di fr. 1’000.– per ripetuta violazione di domicilio.\nD. Contro il giudizio del Pretore i coniugi ____________ hanno inoltrato il 9 luglio 1999 una dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e di revisione penale. Nella motivazione scritta del 5 agosto 1999 essi chiedono che ____________ sia condannato per coazione alla pena di 7 giorni di detenzione, sospesi condizionalmente per 2 anni, in aggiunta a quella già irrogata per ripetuta violazione di domicilio. Il Procuratore pubblico si è rimesso al giudizio della Corte, mentre nelle sue osservazioni del 7 settembre 1999 ____________ propone di respingere il ricorso.\nConsiderando\nin diritto: 1. L’art. 181 CP punisce con la detenzione o con la multa chiunque, usando violenza o minaccia di grave danno contro una persona, o intralciando in altro modo la libertà d’agire di lei, la costringe a fare, a omettere o a tollerare un atto. Protetta dalla legge è la libertà d’azione della vittima. Non occorre che l’autore abbia agito con proposito illecito, né che abbia raggiunto appieno il proprio scopo, né che la vittima abbia subito tutto il pregiudizio che l’autore intendeva arrecarle. Determinante è – come detto – la limitazione della libertà della vittima. Il fatto di mettere in atto quanto si è minacciato di compiere nulla giustifica sotto il profilo dell’art. 181 CP: il reato è in effetti perfezionato al momento in cui la vittima ha dovuto cominciare a fare o subire quanto l’agente voleva o, in altre parole, nel momento in cui il ricorso a quel mezzo di pressione ha influito sulla formazione della di lei volontà in modo illecito (DTF 122 IV 324 consid. 1a, 105 IV 122 consid. 2a; Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 2a edizione, 1997, n. 9 ad art. 181 CP; CCRP sentenza del 17 dicembre 1992 in re P., consid. 2). La possibilità di difendersi giudizialmente contro il danno nulla toglie alla serietà della minaccia, se a quest’ultima non si può rimediare facilmente (DTF 122 IV 325 consid. 1a in fine con riferimento alla DTF 115 IV 212 consid. 2a in fine; Corboz, Les principales infractions, Berna 1997, n. 12 in fine ad art. 181 CP)."}