E’ immaginabile che essi avevano osservato la scena da un certa distanza – altrimenti avrebbero arrestato senza difficoltà tutti i protagonisti – e non va nemmeno trascurato che diverse erano le persone controllate e che la fattispecie si è svolta in tempi rapidi (sen–tenza, pag. 8). Non è pertanto possibile rimproverare alla Corte di merito di essere caduta nell’arbitrio, ossia di avere errato manifestamente, nel non considerare importante la mancata identificazione nella persona del ricorrente da parte degli agenti di polizia impegnati nell’operazione del 21 agosto 1998.