Il ricorrente impugna la condanna relativa alle imputazioni riportate nei punti 1.3 e 1.4 dell’atto di accusa, facendo carico al presidente della Corte delle assise correzionali di essere caduto nell’arbitrio e di avere violato il principio in dubio pro reo per avere trascurato, nel vagliare la credibilità della chiamata di correo di __________, riscontri a lui favorevoli, ossia suscettibili di scagionarlo dalla relativa accusa. Egli richiama anzitutto il fatto che gli agenti di polizia, che il 21 ottobre 1998 lo avrebbero invano inseguito – stando alla sentenza impugnata– non siano poi stati in grado di identificarlo come l’autore del reato, nonostante che essi abbiano in un primo tempo