Trattandosi di un figlio senza capacità di discernimento, l'azione di paternità dell'art. 261 cpv. 1 CC non può essere promossa direttamente da lui, né – per conto suo – dalla madre, ancorché detentrice dell'autorità parentale. A tal fine occorre un curatore la cui designazione sottostava, fino al 30 giugno 2014 all'art. 309 cpv. 1 vCC (Meier/Stettler, Droit de la filiation, Genève 2014, no. 1267 pag. 833; Guillod, CR CC, Genève 2010, n. 8 ad art. 261 CC con rinvii).