{"Signatur": "TI_TRAC_007", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2015-09-29", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_007_9-2014-169_2015-09-29.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=120755&nX40_KEY=4921718&nTrefferzeile=27&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "d8c2276e25bbce7492599ec2de8cb200"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["9.2014.169"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["it", "de", "fr"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 29.09.2015 9.2014.169"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin  Il presidenta della Camera di protezione"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin  Il presidenta della Camera di protezione"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sostituzione del curatore di rappresentanza (causa di accertamento di paternità e di mantenimento)"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 05:39:55", "Checksum": "31d9c908ef4f08d3b91b22d8f5c0f632", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 29.09.2015 9.2014.169\nRegesto:\nSostituzione del curatore di rappresentanza (causa di accertamento di paternità e di mantenimento)\n\n\n5.1. Sebbene, come per la nomina della curatrice educativa per la vigilanza delle relazioni personali __________, anche nella presente fattispecie l’Autorità di protezione ha nominato il curatore senza coinvolgere i genitori, il processo di nomina non sembra contestato, la censura concentrandosi unicamente sulla persona designata per svolgere il mandato di curatore. La qui reclamante censura la scelta dell’avv. CURA 1 poiché egli compare nell’elenco degli avvocati consigliati dall’associazione __________ e sarebbe di conseguenza in un potenziale conflitto di interessi. In effetti, l’associazione __________, sotto la rubrica “Quale avvocato?” reperibile sul proprio sito web, propone un elenco di patrocinatori firmatari del “Codice deontologico per avvocati che operano nel diritto di famiglia”. A mente della reclamante, tale codice promuoverebbe in modo prioritario il bene del genitore non affidatario, mettendo in secondo piano quello del minore. Ora – prosegue la reclamante – in una procedura promossa da PI 1 nei confronti di suo padre, l’avv. CURA 1 potrebbe “non trattare oggettivamente il caso dal “solo” punto di vista del benessere del minore” (reclamo pag. 6), a maggior ragione allorché il mandato dell’avv. __________è stato revocato proprio perché “non poteva verosimilmente trattare oggettivamente [..] gli interessi del minore per rapporto alla madre” (reclamo pag. 7). Sostiene dunque RE 1 che non si giustifichi sostituire l’avv. __________ a motivo della sua mancata indipendenza e del rischio di conflitto d’interesse con un altro legale sottoposto allo stesso rischio. Conclude la reclamante, “per accelerare i tempi di evasione” del reclamo, proponendo alla Autorità di protezione di nominare l’avv. __________, che si sarebbe già dato disponibile, in qualità di curatore di rappresentanza di PI 1 (reclamo pag. 8).\n5.2. La posizione della reclamante non merita accoglimento, poiché sia le critiche relative al fatto che l’avv. CURA 1 abbia sottoscritto il \"Codice deontologico per avvocati che operano nel diritto di famiglia\" sia le doglianze mosse in relazione a tale codice sono prive di fondamento. Innanzitutto, il \"Codice deontologico per avvocati che operano nel diritto di famiglia\", è promosso sia dall’__________ sia dall’__________. Ammesso che ipoteticamente potesse, come sostenuto dalla reclamante, essere imputato alla prima associazione di favoreggiare i padri – nella misura in cui essi sono spesso i genitori che non ricevono l’affido del figlio in caso di divorzio – una tale presunzione non può essere addebitata all’__________. In effetti, sul sito di quest’ultima associazione si legge “Siamo un’associazione apartitica, aconfessionale e nonostante difendiamo in misura preponderante le donne in quanto associate in maggioranza, non siamo un’associazione femminile”. Il Codice deontologico stesso menziona che “Gli avvocati che aderiranno alle presenti norme deontologiche e che le rispetteranno, verranno inseriti in un elenco che verrà pubblicato congiuntamente da diverse organizzazioni che abbiano come scopo il benessere e/o la protezione dei figli, dei genitori o della famiglia in generale” (Preambolo, D)). Pertanto, il contestato codice deontologico, frutto della collaborazione tra associazioni che sostengono i genitori confrontati alle delicate problematiche inerenti ai figli in fase di separazione o divorzio, consiste in un testo super partes e non nell’espressione di una posizione parziale.\n5.3. Fondandosi sul punto 4.1. del Codice deontologico, la reclamante sostiene che esso ponga “l’accento in particolare sui diritti del genitore non affidatario” potenzialmente mettendo “in serio pericolo il bene del minore” (reclamo pag. 5 e 6). Anche in merito a tale censura, RE 1 non può essere seguita. Innanzitutto, l’articolo 4.1, citato solo parzialmente dalla reclamante, prevede che in tutte le procedure, l’avvocato incoraggerà le parti, “in primo luogo al rispetto dell’interesse del figlio come pure al rispetto del punto di vista del figlio e della sua volontà”. Mal si comprende, né la reclamante peraltro motiva, in che senso un tale postulato relativo all’attività dell’avvocato metta l’accento sugli interessi di un genitore a scapito del figlio. Al contrario, ad una lettura completa del Codice deontologico si evince l’accentuazione costante di una ricerca di soluzioni volte a garantire il benessere del bambino, questo anche tramite il favoreggiamento di comportamenti collaborativi e di ricerca di soluzioni extragiudiziarie.\n5.4. Infine, e al contrario di quanto sostenuto dalla reclamante, l’adesione al Codice deontologico promosso da diverse associazioni attive nell’ambito delicato del diritto della famiglia da parte di un avvocato denota un’attenzione alle problematiche di questa materia del diritto e la disponibilità a trattarle secondo delle norme deontologiche adatte ad essa. Una tale adesione sembra dunque dare una maggior garanzia di imparzialità (derivante da dette norme deontologiche) e di professionalità (conseguente dall’interesse e dall’esperienza) da parte del curatore, in quanto detto Codice ribadisce e conferma i principi di idoneità e di assenza di collisione di interessi previsti dagli art. 400 ss CC. In effetti, con l’adesione a tale Codice, l’avvocato si impegna a stabilire e mantenere “una relazione con il suo mandante (genitore o tutore), che gli permetta, sotto tutti i punti di vista anche quello dei suoi altri mandanti (figli rappresentati legalmente), di garantire una indipendenza dei suoi giudizi”, il codice prosegue “l’avvocato eviterà di farsi coinvolgere in affari dove i sentimenti personali possano mettere in pericolo l’indipendenza delle sue decisioni”."}