Il 14 novembre 2013 l’Ufficio dell’aiuto e della protezione (UAP, nel frattempo subentrato all’UFaM) ha reso la sua valutazione socio-famigliare, secondo la quale “si impone (…) una certa prudenza prima di modificare l’assetto attuale della situazione”: benché “la situazione materna permetterebbe un rientro a casa del figlio”, in considerazione del conflitto esistente, tale rientro dipende anche dall’evoluzione del comportamento di PI 1 e dall’esito della perizia sulle capacità genitoriali (pag. 6).