4), il cui accertamento dei fatti è stato esplicitamente richiamato all’inizio della decisione impugnata. Tuttavia, la reclamante addossa ogni responsabilità della situazione attuale ai comportamenti di terzi (Autorità di protezione, curatore, madre affidataria), omettendo di considerare che, come accertato nella sentenza di questa Camera già menzionata, lei stessa ha avuto comportamenti contradditori, che hanno reso difficoltosa l’interpretazione delle sue reali intenzioni quanto alle relazioni con la figlia.