Su tale punto il reclamo deve essere dunque disatteso. 2.3. La reclamante sostiene poi che la risoluzione adottata dall’Autorità di protezione sia arbitraria poiché, al momento in cui la decisione è stata adottata, l’incarto non si trovava fisicamente presso i suoi uffici ma era presso questa Camera. La decisione sarebbe quindi stata emanata “a naso e con ricordi che potrebbero essere confusi”, senza poter esaminare minuziosamente gli atti e misconoscendo lo stato di fatto reale (pag. 7-8). 2.4. Nemmeno questa critica può essere condivisa.