I. Con sentenza del 4 giugno 2014 questa Camera ha ritenuto che il procedimento relativo alle richieste di RE 1 – in particolare, concernenti le relazioni personali – si stava protraendo da un lasso di tempo che non poteva più essere definito “ragionevole” ai sensi della giurisprudenza. Ha quindi stabilito che l’Autorità di protezione doveva determinarsi al più presto sulle questioni pendenti “ovvero su quanto discusso durante l’ultima udienza del 23 aprile 2013: relazioni personali madre-figlia (incontri, telefonate, corrispondenza), privazione o meno dell’autorità parentale, sostituzione del curatore educativo” (consid. 4, pag. 13).