{"Signatur": "TI_TRAC_007", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2014-12-05", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_007_9-2014-138_2014-12-05.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=117758&nX40_KEY=4921731&nTrefferzeile=4&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "b17cf3274bc91bbcb8a9283e484d63ae"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["9.2014.138"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["it", "de", "fr"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 05.12.2014 9.2014.138"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin  Il presidenta della Camera di protezione"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin  Il presidenta della Camera di protezione"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Conferma curatela di rappresentanza"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 05:32:34", "Checksum": "b222c2e6359b3328d9098d2b6e193905", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 05.12.2014 9.2014.138\nRegesto:\nConferma curatela di rappresentanza\n\n\nIn generale, le condizioni previste all’art. 390 CC devono essere adempiute per l’istituzione di qualsiasi tipo di curatela; secondo la dottrina, è ad ogni modo innegabile che il tipo di curatela che si intende adottare influenzerà “a ritroso” l’esame delle condizioni (l’autorità potendosi mostrare meno esigente nel verificare l’adempimento delle condizioni nel caso in cui scelga una curatela d’accompagnamento, rispetto ad esempio ad una curatela generale, cfr. Meier, Les nouvelles curatelles; systématique, conditions et effets, n. 23, pag. 105; v. anche Meier/Lukic, Introduction au nouveau droit de la protection de l’adulte, n. 403, pag. 192).\n2.2. Conformemente al principio della sussidiarietà, le misure ufficiali vanno ordinate soltanto se l’assistenza alla persona bisognosa d’aiuto non può essere adeguatamente garantita in altro modo (art. 389 cpv. 1 n. 1 CC; Messaggio, pag. 6432; COPMA, Droit de la protection de l’adulte, Guide pratique, n. 5.11 pag. 138). Ogni misura ufficiale deve inoltre essere necessaria e idonea (art. 389 cpv. 2 CC), in ossequio del principio della proporzionalità (art. 5 cpv. 2 Cost.; COPMA, Droit de la protection de l’adulte, Guide pratique, n. 5.11 pag. 138). Infine, l’autorità deve prendere in considerazione l’onere che sopportano i congiunti e i terzi, e la loro protezione, anche se tale aspetto non può giustificare, da solo, l’istituzione di una curatela (390 cpv. 2 CC; Messaggio, pag. 6432 ; BSK Erw. Schutz, Henkel, art. 390 CC n. 27; CommFam Protection de l’adulte, Meier, art. 390 CC n. 27; COPMA, Droit de la protection de l’adulte, Guide pratique, n. 5.12 pag. 138).\n2.3. L’art. 446 CC definisce i principi procedurali applicabili nell’ambito della protezione degli adulti. Ai sensi della norma, l’autorità di protezione esamina d’ufficio i fatti (cpv. 1). Essa raccoglie le informazioni occorrenti e assume le prove necessarie; può incaricare degli accertamenti una persona o un servizio idonei e, se necessario, ordina che uno specialista effettui una perizia (cpv. 2). L’autorità di protezione non è vincolata dalle conclusioni delle persone che partecipano al procedimento (cpv. 3) e applica d’ufficio il diritto (cpv. 4).\nLa norma sancisce il principio inquisitorio illimitato, in virtù del quale l’autorità è perfettamente libera nell’accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove: secondo consolidata giurisprudenza, in base a tale principio l’autorità può assumere e ricercare delle prove – secondo il suo apprezzamento – anche con modalità inabituali e procurarsi d’ufficio dei rapporti allestiti da terzi (v. DTF 128 III 413 consid. 3.2.1; v. anche STF del 13 gennaio 2014, inc. 5A_843/2013, consid. 4.1 e 4.2, e Messaggio, pag. 6465-6466).\n3.Nel caso in esame, contrariamente a quanto fatto valere dalla reclamante, l’istituzione della curatela di rappresentanza a suo favore è assolutamente necessaria, ragione per la quale la decisione impugnata merita conferma.\n3.1. Occorre innanzitutto sottolineare che il bisogno di aiuto, quale condizione per l’istituzione di una misura di protezione ai sensi dell’art. 388 CC, è stato riconosciuto dalla reclamante, avendo ella stessa dato avvio alla relativa procedura di protezione nei suoi confronti mediante la sua richiesta 25 febbraio 2014. La sua convinzione di voler beneficiare di una misura di protezione è stata poi confermata davanti all’Autorità in sede d’incontro 14 aprile 2014 (cfr. verbale di audizione). Nonostante la sua successiva rinuncia alla curatela, espressa durante l’incontro con l’Autorità in data 6 giugno 2014, la signora RE 1 ha comunque ribadito il suo bisogno di essere sostentuta nelle sue questioni amministrative. Difatti, ella ha assicurato che il suo attuale compagno sarebbe disponibile ad assisterla, intenzione che il medesimo ha confermato all’Autorità con scritto 15 giugno 2014. Persino dopo l’inoltro del reclamo, ora in esame, la signora RE 1 ha ulteriormente dimostrato la sua necessità di sostegno, segnatamente con la richiesta urgente di aiuto rivolta all’assistente sociale __________ dell’UAP per varie questioni pratiche legate all’abitazione, nella quale è “rimasta senza luce”.\n3.2. A prescindere dal riconoscimento da parte della signora RE 1 del proprio bisogno di sostegno, quest’ultimo emerge chiaramente anche dagli atti.\nInvero, le circostanze personali critiche in cui versa la signora RE 1 risalgono all’anno 2009, per le quali ella era già stata sottoposta ad una tutela ex art. 370 vCC. Il recente peggioramento della sua situazione sottolinea questo stato di debolezza, per cui oggi risulta imprescindibile l’istituzione di una misura di protezione a suo favore.\nCome esposto sopra (cons 2.1) la nozione di “analogo stato di debolezza” comprende anche i casi di inesperienza o di cattiva gestione, se i medesimi impediscono, anche solo parzialmente, all’interessato di provvedere ai suoi interessi. Visti i vari interventi di protezione a favore della famiglia RE 1 negli ultimi anni, non si può negare l’inesperienza della reclamante nell’occuparsi degli affari correnti ed esistenziali propri e dei suoi figli. Quest’incapacità gestionale è stata peraltro confermata dall’assistente sociale __________ dell’UAP con scritto mail 16 aprile 2014 all’Autotità di protezione, elemento su cui si fonda tra l’altro la decisione impugnata.\nVa aggiunto che sebbene una situazione di disagio finanziario non sia di per sé sufficiente a giustificare l’istituzione di una misura di protezione, lo potrebbe tuttavia diventare quando l’interessato omette di fare i passi necessari per ottenere prestazioni assistenziali a causa del suo stato di debolezza (BSK Erw. Schutz, Henkel, art. 390 CC n. 18)."}