1) non indica l’importo a lui versato e non può dunque dimostrare alcunché. Che tale prassi sia “conforme agli usi italiani notoriamente in vigore nella categoria” è un’asserzione che è rimasta allo stadio di puro parlato, non essendo comunque verosimile che da un esimio professionista italiano, che segue l’interessata da svariati anni, non si possa esigere perlomeno una fattura o un qualsiasi altro scritto che documenti gli importi pretesi a titolo di onorario. Per quanto attiene al versamento di fr.