Il reclamante sostiene che il provvedimento in esame sia manifestamente sproporzionato, posto che persino i detenuti e i malati psichici incontrano i loro figli; che il parere della psicologa era unicamente un'indicazione, cui avrebbe dovuto far seguito un'approfondita valutazione peritale con un'eventuale misura cautelare come la sorveglianza degli incontri. RE 1 rileva pure che non vi sarebbero elementi concreti per limitare ulteriormente i diritti di visita; che l'agitazione di PI 1 in prossimità di questi ultimi potrebbe essere causata da pressioni materne; che i genitori potrebbero anche solo inconsciamente voler usare i figli per restare in contatto;