La gestione dell’incarto da parte della Commissione tutoria e dell'Autorità di protezione, lascia molto perplessi. Nella fattispecie, cresciuta in giudicato la decisione di interdizione, l'Autorità si è subito rivolta all’Ufficio del tutore ufficiale per una presa a carico da parte di quest’ultimo, ben conoscendone i problemi di sovraccarico di lavoro, senza nemmeno prendere in considerazione – come viene fatto da altre autorità in questi casi – la possibilità di accollarsi per un determinato periodo il compito di gestire il mandato, o quantomeno l’amministrazione delle entrate e delle uscite dell’interessato.