Secondo la convenuta, l'8 maggio 2012, quando lei si trovava a Philadelphia da sua sorella, IS 1 le avrebbe “chiaramente ed inequivocabilmente scritto via e-mail” che la loro “relazione era finita” (risposta 20 febbraio 2013, pag. 12 in basso). In simili circostanze era pertanto, a suo dire, normale poter tornare a vivere in Svizzera dove ha i propri genitori che permettono a lei e ad PI 1 “un armonioso ambiente di vita”; né si può, a suo dire, pretendere che, “per attendere che il padre eserciti il proprio diritto di visita nei confronti della figlia”, la madre “abbia a rinunciare alla propria carriera professionale” (risposta 25 marzo 2013, pag. 6 in basso).