Tuttavia è contraddittorio che la madre abbia avuto con sé il figlio durante un mese e mezzo d’estate e soltanto in seguito siano stati ristretti i diritti di visita, in un momento in cui il provvedimento non sembrava più di attualità e in cui la situazione segnalata ad inizio estate (2012) pareva essere mutata. Posto che occorre ritornare gli atti all’autorità di prime cure, affinché statuisca sulla durata e la frequenza dei diritti di visita e considerato che nel frattempo essi sono avvenuti con altre modalità per intervento dell’istituto e che saranno giunte anche le valutazioni predisposte, appare necessario appurare la fattispecie attuale ed adattare i provvedimenti in questione.