RE 1 adduce che la decisione avversata sarebbe arbitraria, poiché si fonderebbe solo sui rapporti del curatore del bambino (che ha litigato con lei) e quello della madre, dell’educatore (che secondo il medesimo sarebbe stato travisato), dell’istituto, dell’assistente sociale dell’UFaM, trascurando invece le prove prodotte da lei medesima - in particolare sull’estate trascorsa serenamente col figlio - e quelle da lei richieste, in violazione del diritto di essere sentito ed in contraddizione con il rapporto dello psicoterapeuta, che avrebbe sconsigliato di modificare l’assetto in essere.