Solo con decisione 22 ottobre 2013 l'Autorità di protezione si è attivata per regolamentare, con un provvedimento restrittivo (diritto di visita sorvegliato) le relazioni tra padre e figlie. Va evidenziato che a differenza di quanto indica la decisione, il provvedimento messo in atto dall'Autorità di protezione non costituisce “un ripristino” delle relazioni personali tra padre e figlie – non essendo le stesse mai state limitate – ma una restrizione messa in atto ad inchiesta penale ormai ultimata con prospettazione da parte del magistrato d'accusa dell'emanazione di un decreto d'abbandono secondo gli art. 319 segg. CPP.