In concreto – con riferimento al “disegno libero di luglio 2013” e alla sua descrizione – emergerebbe, a suo dire, una grande conflittualità, nella quale lo spavento diventa subito visibile all’osservatore e il clima di mancata serenità del rapporto con il padre si manifesta in modo crudo. A mente dello specialista eventuali cambiamenti nella regolamentazione del diritto di visita dovrebbero essere fatti nella consapevolezza di un contesto relazionale che ha la sua storia, che non può essere considerata cancellata ne definitivamente superata, ma tendente ad emergere.