Aggiungeva inoltre che non sempre il padre si era dimostrato autorevole e che faticava a contenere il figlio (molto vivace). Nonostante ciò, la predetta responsabile ha sostenuto che padre e figlio avevano “stabilito una buona relazione basata sull’affetto e la giocosità” e quindi non c'erano “ostacoli per permettere loro di uscire liberamente”, anzi, “viste le esigenze di PI 1, sarebbe stato meglio” per il bambino “poter stare in spazi aperti dove poter praticare attività fisiche e sportive”. Tenuto conto però del fatto che il “rapporto tra genitori” era “ancora fragile” era, a suo dire, “opportuno mantenere il Punto d’incontro come luogo di scambio”.