Preso atto di tale rapporto (trasmesso alle parti per osservazioni), con risoluzione del 3 aprile 2013 l’Autorità di protezione aveva quindi esteso il diritto di visita in forma sorvegliata a due ore settimanali. Nel secondo rapporto, del 29 luglio 2013, la responsabile del Punto d’incontro aveva rilevato che PI 1 era “sempre contento di vedere il papà, anche se, occasionalmente, all’inizio del diritto di visita” si faceva un po’ desiderare e voleva che fosse lui “a cercarlo e a dimostrargli affetto e attenzione”. Aggiungeva inoltre che non sempre il padre si era dimostrato autorevole e che faticava a contenere il figlio (molto vivace).