L’Autorità aveva riferito che il padre aveva ammesso di non aver, fino a quel momento, potuto instaurare un profondo legame con il figlio (sentenza menzionata pag. 5). Date queste premesse l’Autorità di vigilanza aveva inoltre rilevato che agli atti non figuravano “elementi concreti e recenti” che facessero “dubitare delle capacità paterne al punto da ordinare una perizia sulle medesime”. In ogni caso vista la mancanza di una stabile relazione padre-figlio, l'Autorità aveva ritenuto opportuno iniziare con dei diritti di visita sorvegliati, stabiliti in due ore settimanali.