L’Autorità di vigilanza ha in particolare osservato che “vista la mancanza di una stabile relazione padre-figlio” era opportuno iniziare con dei diritti di visita sorvegliati. Tale assetto andava poi adattato in base all’evoluzione della situazione. L’Autorità ha infine rilevato che se durante i diritti di visita sorvegliati fossero emersi degli elementi di pericolo per il minore o lacune nella sua gestione, si sarebbe proceduto con delle misure opportune a proteggerlo, “eventualmente commissionando una perizia sulle capacità genitoriali”.