Delle 50 ore chieste dalla curatrice, l’Autorità di protezione ne ha riconosciute soltanto 40, pari quindi a una media di più di 10 h. al mese (considerando per settembre solo una settimana). Esaminando la nota presentata emerge innanzitutto che la curatrice non ha indicato il dettaglio del tempo impiegato per ogni singola operazione. Risulta quindi complesso valutare con esattezza le ore investite nel mandato, prassi che sarebbe più corretta. Di conseguenza, va evidenziato quanto segue. Dalla nota d’onorario si può desumere che la curatrice ha svolto 5 incontri con/per il curatelato presso vari enti e servizi.