Il medico indicava inoltre che già allora le condizioni generali erano molto precarie tanto che nella lettera d’uscita dell’OCL si descriveva un quadro clinico talmente compromesso da escludere sia una logopedia che una ripresa di un alimentazione per via orale. Nel certificato veniva infine indicato che la paziente appariva completamente disorientata nel tempo e nello spazio e non era sempre in grado di riconoscere il personale curante. Il medico concludeva rilevando che “la capacità della paziente a autodeterminarsi” non era più presente e che necessitava “di misure di protezione”.