Dal verbale d’incontro del 7 marzo 2013 risulta che alla madre è stata illustrata la possibilità di beneficiare di un sostegno psicologico insieme alla figlia e lei si è dichiarata “scettica in quanto ha già usufruito in passato di questo tipo di aiuto e ritiene che non abbia portato beneficio nel senso che PI 1 avrebbe disconosciuto ulteriormente l’autorevolezza materna”. RE 1 aveva tuttavia aggiunto che se l’Autorità di protezione avesse deciso per questo tipo di sostegno, avrebbe partecipato “perché obbligata” ma anche “perchè potrebbe essere utile” alla figlia. In un secondo tempo, la madre ha poi concesso il suo accordo ad affrontare un percorso terapeutico (cfr.