Il suddetto scritto è stato contestato dalla madre il 14 giugno 2013, che ha ribadito la sofferenza dei figli e chiesto di poter disporre dei rapporti dei servizi, oltre ad essere convocata, insieme a tutte le parti coinvolte, per un aggiornamento della situazione. Anche il padre, ricevuta dalla madre una copia della lettera 11 giugno 2013, ha precisato con scritto 17 giugno 2013 all’Autorità di protezione, di non essere d’accordo che l’ampliamento dei diritti di visita sia condizionato all’esito della procedura penale, chiedendo l’emanazione di una nuova decisione concernente i diritti di visita.