Essa ha chiesto una convocazione delle parti e dei servizi coinvolti, al fine di ridefinire la situazione. Il 25/29 gennaio 2013 anche il padre ha preso posizione, chiedendo formalmente un ampliamento dei diritti di visita, precisando che una sua – fino ad allora – mancata richiesta era “comunque contrapposta ad una volontà chiara e precisa” da parte sua “di poter vedere i suoi figli fruendo dei più ampi diritti di visita, manifestata oralmente in ogni sede e ribadita in ogni circostanza”.