Tanto meno può essere ritenuto sufficiente un generico riferimento al fatto che “in situazioni come quella in esame un curatore esterno alla famiglia risulta oltremodo indicato per evitare di compromettere la buona collaborazione e intesa tra i fratelli” e a scelte che potrebbero “provocare l'insorgere di potenziali conflitti intra-famigliari”. Nemmeno nelle osservazioni del 27 novembre 2013, l’Autorità di protezione ha fornito ulteriori elementi a sostegno della sua decisione e al fatto che la curatrice da essa prescelta sia più idonea ad adempiere il mandato.