Nella fattispecie l'autorità di primo grado aveva ammesso le attività dovute al decesso della madre del curatelato, richiamando il curatore a limitare gli interventi nell'interesse di PI 1. È indubbio che la dipartita della madre abbia causato un dispendio di tempo per questioni materiali, che è stato riconosciuto dall'Autorità di protezione; tuttavia - oltre ad esse - vi sono state delle conseguenze sul piano personale del curatelato, che hanno richiesto un maggior intervento e vicinanza da parte di RE 1, così come attestato dallo psichiatra di PI 1.