L’autorità ha ribadito anche in questa sede che “tra i motivi di questa decisione vi era il verosimile rischio di prelievi ingiustificati da parte soprattutto di parenti della coppia” e che la misura è parsa prioritaria a tutela degli intessi patrimoniali dei coniugi, messi in serio pericolo da dubbi prelievi di somme effettuate da parenti (cfr. osservazioni del 24 ottobre 2013 n. 5 e 7). Il conto per cui è ora contestato il blocco è un conto per il quale i titolari (PI 2 e RE 1) hanno firma collettiva. Dal contratto risulta che i contitolari hanno il diritto di disporre dei valori e degli averi patrimoniali depositati secondo le modalità di firma collettiva (cfr.