Inoltre, la modifica si giustifica anche alla luce del bene dei bambini, “che vivono un grande conflitto, non hanno un punto di riferimento chiaro e vengono sballottati tra la sua casa, quella del papà e quella dei nonni paterni” (reclamo, pag. 6). La mancanza di accordo e cooperazione tra i genitori si sta già ripercuotendo su di loro: il figlio maggiore, in particolare, durante l’anno scolastico è stato in cura dal pediatra per un disturbo dell’attenzione (reclamo, pag. 6). Secondo l’insorgente, entrambi i bambini trarranno beneficio da un assetto “più tranquillo”, facilitando anche la routine scolastica e lo svolgimento dei compiti (reclamo, pag. 6).