Una modifica dell’assetto in vigore – che potrebbe stravolgere “la quotidianità, le abitudini ed i riferimenti” dei bambini, “che hanno da lungo tempo interiorizzato” – è stata dunque considerata inopportuna, visto che dall’audizione personale e dai riscontri dei docenti scolastici è emerso che “PI 2 e PI 1 crescono bene e la famiglia risulta attenta ai bisogni dei minori”, i genitori essendo “capaci ed attenti, ciascuno con approcci e prerogative specifici tutt’altro che inconciliabili”. L’Autorità ha infine auspicato che i genitori cerchino di recuperare un po’ di armonia fra di loro, “magari tornando a rivolgersi ad un consultorio” (risoluzione impugnata, pag. 3).