Ciò “ha distrutto il suo morale” e la sua capacità di estendere la propria attività lavorativa quale curatrice, come invece era stato prospettato ai tempi del divorzio (reclamo, pag. 4). Tuttavia, secondo la reclamante, la misura istituita risulta troppo incisiva alla luce della situazione concreta, oltre che denigrante, nella misura in cui ella ha agito in passato in qualità di curatrice (reclamo, pag. 4). L’insorgente ricorda inoltre che l’eventualità di trovarsi in uno stato di ristrettezze economiche era stato preso in considerazione al momento del divorzio: “la sorella si era infatti dichiarata disposta” – cfr.