{"Signatur": "TI_TRAC_007", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2014-03-11", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_007_9-2013-175_2014-03-11.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=115580&nX40_KEY=4921748&nTrefferzeile=64&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "722a24e9ae89e93041a452849c0e6737"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["9.2013.175"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["it", "de", "fr"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 11.03.2014 9.2013.175"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin  Il presidenta della Camera di protezione"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin  Il presidenta della Camera di protezione"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Presupposti per l’istituzione di una curatela;per qualsiasi tipo di curatela occorre verificare l’esistenza di uno stato di debolezza e di un conseguente bisogno di protezione e di assistenza.Principio inquisitorio illimitato:annullamento della misura,rinvio dell’incarto all’ARP per approfondimenti"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 05:22:16", "Checksum": "611c7b679e32e5d709c62de80527f559", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 11.03.2014 9.2013.175\nRegesto:\nPresupposti per l’istituzione di una curatela;per qualsiasi tipo di curatela occorre verificare l’esistenza di uno stato di debolezza e di un conseguente bisogno di protezione e di assistenza.Principio inquisitorio illimitato:annullamento della misura,rinvio dell’incarto all’ARP per approfondimenti\n\n\n4.2. Conformemente al principio della sussidiarietà, le misure ufficiali vanno ordinate soltanto se l’assistenza alla persona bisognosa d’aiuto non può essere adeguatamente garantita altrimenti (art. 389 cpv. 1 n. 1 CC; Messaggio, pag. 6432; COPMA, Droit de la protection de l’adulte, Guide pratique, n. 5.11 pag. 138). Ogni misura ufficiale deve inoltre essere necessaria e idonea (art. 389 cpv. 2 CC), in ossequio del principio della proporzionalità (art. 5 cpv. 2 Cost.; COPMA, Droit de la protection de l’adulte, Guide pratique, n. 5.11 pag. 138). Infine, l’autorità deve prendere in considerazione l’onere che sopportano i congiunti e i terzi, e la loro protezione, anche se tale aspetto non può giustificare, a sé stante, l’istituzione di una curatela (390 cpv. 2 CC; Messaggio, pag. 6432 ; Henkel, Basler Kommentar Erwachsenenschutz, ad art. 390 CC n. 27; Meier, Commentaire du droit de la famille, Protection de l’adulte, ad art. 390 CC n. 27; COPMA, Droit de la protection de l’adulte, Guide pratique, n. 5.12 pag. 138). In questo senso, le aspettative successorie degli eredi non possono essere considerate interessi meritevoli di protezione (Meier, Commentaire du droit de la famille, Protection de l’adulte, ad art. 390 CC n. 32; Meier/Lukic, Introduction au nouveau droit de la protection de l’adulte, Ginevra 2011, n. 386, pag. 184; v. anche Messaggio, pag. 6447).\n4.3. L’art. 446 CC definisce i principi procedurali applicabili nell’ambito della protezione degli adulti. Ai sensi della norma, l’autorità di protezione esamina d’ufficio i fatti (cpv. 1). Essa raccoglie le informazioni occorrenti e assume le prove necessarie; può incaricare degli accertamenti una persona o un servizio idonei e, se necessario, ordina che uno specialista effettui una perizia (cpv. 2). L’autorità di protezione non è vincolata dalle conclusioni delle persone che partecipano al procedimento (cpv. 3) e applica d’ufficio il diritto (cpv. 4).\nLa norma sancisce il principio inquisitorio illimitato, secondo il quale l’autorità è perfettamente libera nell’accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove: secondo consolidata giurisprudenza, in base a tale principio l’autorità può assumere e ricercare delle prove – secondo il suo apprezzamento – anche secondo delle modalità inabituali e procurarsi d’ufficio dei rapporti allestiti da terzi (v. DTF 128 III 413 consid. 3.2.1; v. anche STF del 13 gennaio 2014, inc. 5A_843/2013, consid. 4.1 e 4.2, e Messaggio, pag. 6465-6466).\n5. Nella fattispecie, la decisione emanata dall’Autorità di protezione non può essere confermata.\nDa un lato, essa non indica sulla base di quale causa di curatela sia stata adottata la misura, limitandosi a richiamare la situazione patrimoniale di RE 1 e a concludere ritenendo “accertata la necessità della misura in oggetto, e meglio il bisogno di protezione dell’interessata sia dal profilo finanziario che dal profilo personale”. L’obbligo di motivazione – che rappresenta una componente del diritto di essere sentito delle parti (art. 29 cpv. 2 Cost) – implica che il destinatario della sentenza possa capire perché il giudice abbia deciso in un senso piuttosto che in un altro e che l'autorità di ricorso sia in grado di verificare se la decisione sia conforme al diritto (DTF 136 I 236 consid. 5.2). Il giudice deve dunque enunciare le circostanze significative atte a influire in qualche modo sull'esito del giudizio: la motivazione può essere ritenuta sufficiente quando vengono menzionati, almeno brevemente, i motivi – sia fattuali che giuridici – che hanno indotto i giudici a decidere in un senso piuttosto che in un altro, ponendo l'interessato nella condizione di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità d'impugnazione. La risoluzione n. 13872 qui impugnata non adempie a questi requisiti: essa è insufficientemente motivata e non permette all’interessata di comprendere quale fondamento abbia il provvedimento adottato. Già solo per questo motivo, essa va annullata e rinviata all’Autorità di protezione.\nDall’altro lato, va osservato che l’insufficiente motivazione della decisione è la conseguenza diretta della mancata istruzione delle circostanze rilevanti del caso.\nFatta eccezione per l’estratto dell’Ufficio esecuzioni e fallimenti di __________ del 15 ottobre 2012, attestante debiti per circa fr. 25'000.-, e per la comunicazione della Polizia Cantonale concernente una lite avvenuta nel settembre 2012 tra l’interessata e il figlio L__________ (“che dopo aver tentato di sfondare la porta d’entrata con una scala raggiungeva l’appartamento della madre RE 1 e con la medesima aveva una discussione per questioni di proprietà. La donna asseriva di essere pure stata schiaffeggiata dal figlio ma nonostante sia stata edotta sulla procedura non ha voluto querelare il figlio”), nell’incarto non figura alcun altra informazione atta a comprovare uno stato di debolezza della reclamante, né il relativo bisogno di protezione."}