Pur riconoscendo che l'attribuzione esclusiva dell'autorità parentale ad uno dei genitori potrebbe facilitarne l'esercizio, nella valutazione viene indicato che nell'interesse primario delle bambine l'attribuzione dell'autorità parentale potrebbe non essere la questione centrale. In conclusione, per questi motivi l'Ufficio delle famiglie e dei minorenni proponeva un lavoro di mediazione, con l'eventualità del sostegno di un curatore educativo che potesse intervenire qualora i genitori non riuscissero a trovare un accordo sulle decisioni importanti da prendere nell'interesse delle figlie. Questa attenta valutazione è stata confermata anche nel complemento di perizia del 9 aprile 2013.