che, il 27 dicembre 2010, RI 1, rappresentato da un legale, ha nuovamente chiesto alla Commissione tutoria di ordinare il test del DNA, al fine di evitare una procedura costosa in Pretura e di eventualmente pregiudicare i rapporti futuri tra la bambina e il padre; detta richiesta è stata più volte sollecitata nei mesi successivi; che, con scritto 14 aprile 2011, la Commissione tutoria ha risposto di non ravvisare motivi per obbligare la minore a sottoporsi al test del DNA, ritenuto che ad una richiesta in tal senso doveva, se del caso, essere dato seguito solo se ciò risultava nell’interesse della minore;