" (reclamo, pag. 2). Presso l'Autorità di prime cure la stessa ha affermato di essere stata pressata dal figlio e dalla sorella allo scopo di sottoscrivere il “ricorso” del 25 marzo 2013 e di essere d'altro canto cosciente della necessità di liquidità e di vendere il fondo in discussione per far fronte alle spese correnti (verbale 17 aprile 2013). Appare dunque che le espressioni della curatelata non sono sufficientemente affidabili, neppure per prescindere dal consenso dell'autorità (cfr. Copma, op. cit., pag. 217 no.