Ha quindi rilevato di ritenere di non aver avuto alcun sostegno dall’Ufficio delle curatele e di considerare “arbitraria” a quel momento una visita a domicilio, non avendo CURA 1 ancora un mandato ufficiale. E. In data 7 febbraio 2013, CURA 1 ha informato la famiglia RE 1RE 2, tramite messaggio di posta elettronica (inviato pure all’Autorità di protezione), che a seguito di una riunione tenutasi quel giorno avrebbe potuto venire rilasciata l’autorizzazione per consentire di ottenere l’assegno famigliare e che sarebbe stata inoltrata la richiesta di nomina di un tutore per “i bambini” (in realtà il bambino, ndr.). F.