_________ asseverando che con lo “scritto del 13 dicembre 1990, nel quale non solo ha informato l’appellante che la cartella ipotecaria le era stata consegnata, ma parimenti ha richiesto l’accordo dell’appellante all’operazione di costituzione in pegno (...) la __________ ha ammesso implicitamente che il marito dell’appellante (il debitore) non aveva la facoltà di disporre della cartella ipotecaria”. F. Con osservazioni 26 luglio 1995 la __________ ha resistito al gravame argomentando che chi in buona fede riceve la cosa in pegno acquista il diritto di pegno, riservati i diritti dei terzi derivanti da un possesso anteriore ancorché il pignorante non ne avesse la libera disposizione.