Per i procedenti “la decisione di vendere i due pacchetti azionari (anche senza nessuna controprestazione in denaro) fu adottata con il consenso dell’escussa e di suo figlio; all’escussa si comunicò che, di fronte alla situazione di liquidità delle due società, erano stati sospesi gli incassi relativi alle indennità a favore del sottoscritto legale quale amministratore e degli onorari maturati nel frattempo. Entrambe le pretese furono cifrate in Fr. 250’000.-- per un lavoro durato otto anni; l’escussa si dichiarò d’accordo ad assumere questo debito alla condizione che le azioni delle due società fossero state alienate”.