{"Signatur": "TI_TRAC_006", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1996-02-28", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1995-00112_1996-02-28.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=6827&nX40_KEY=4933412&nTrefferzeile=59&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "eca05cd547f358ad20d83f9a118fe9e3"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["14.1995.00112"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["it", "de", "fr"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 28.02.1996 14.1995.00112"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin  La Camera di esecuzione e fallimenti"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin  La Camera di esecuzione e fallimenti"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 01:13:29", "Checksum": "31fa96e39d3c7b1324958c17cac715d1", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 28.02.1996 14.1995.00112\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nb) La dichiarazione di riconoscimento di debito è una dichiarazione di volontà con la quale il debitore si obbliga a pagare una certa somma di denaro; deve essere chiara, esplicita, non equivoca, non discutibile o soggetta a interpretazione (Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 1 n. 7 p. 3).\nc) Il giudice del rigetto accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche in sede d'appello) se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito (cfr. Cometta, op. cit. in Rep 1989 p. 331).\nd) Per giurisprudenza e dottrina costanti, il riconoscimento di debito, subordinato al verificarsi di una o più condizioni, legittima il giudice a pronunciare il rigetto dell'opposizione solo se il creditore ne dimostra l'avvenuto debito adempimento. Non riuscendo a far luce sulla causa della mancata realizzazione di una condizione, l’istanza di rigetto provvisorio dell’opposizione va respinta (cfr. Cometta, op. cit. in Rep. 1989 p. 338 e rif. ivi; Panchaud/ Caprez, op. cit., § 16 p. 35).\n3. I procedenti fondano la loro pretesa sulla dichiarazione del 4 agosto 1993 (doc. B e C) con la quale __________ ha dichiarato “che non appena saranno perfezionate le pratiche di vendita della __________ e della __________ , verserà allo studio legale __________ la somma di Fr. 250’000.-- a titolo di onorario”. I procedenti producono pure le convenzioni del 23 marzo 1994 con le quali l’avv. __________ ha ceduto al dott. __________ risp. a __________ le azioni delle due società: nelle convenzioni è previsto che il prezzo delle azioni vendute è soluto con l’assunzione integrale da parte dei compratori delle intere posizioni debitorie delle società (doc. D e E).\nDall'esame del doc. B/C si evince che il pagamento dell'importo di Fr. 250’000.-- era condizionato al perfezionamento delle pratiche di vendita delle azioni della __________ e della __________. Come rettamente evidenziato dal giudice di prime cure le pratiche di vendita sono perfezionate alla conclusione dei contratti di compravendita delle azioni e non al momento del pagamento di un eventuale prezzo di vendita che in concreto nemmeno è stato pattuito, atteso che il prezzo delle azioni è stato soluto con l’assunzione da parte degli acquirenti delle posizioni debitorie delle società. Il contenuto dei doc. D e E risulta chiaro e fornisce elementi sufficientemente liquidi atti a stabilire che le azioni (risp. i certificati azionari) __________ e della __________ sono state cedute a terzi e pertanto le pratiche di vendita sono state perfezionate. La realizzazione di siffatta condizione non è del resto neppure stata contestata dall'appellante, che si è sostanzialmente limitata a censurare che gli acquirenti non avrebbero versato al proprietario delle azioni vendute Fr. 434’103.-- come da quest’ultimo richiesto nello scritto trasmesso il 4 marzo 1994 all’avv__________ (doc. 1). Del resto __________ non ha condizionato il versamento dell’importo di Fr. 250’000.-- agli avvocati __________ e __________ ad un determinato prezzo (minimo) di vendita delle azioni. Irrilevante è pure la circostanza che le azioni delle società non sarebbero mai appartenute all’escussa perché la validità del riconoscimento di debito del 4 agosto 1993 non dipende dalla proprietà delle azioni in questione. Ne consegue che il doc. B/C, unitamente ai doc. D e E che attestano l’avvenuta realizzazione della condizione ivi contenuta, costituisce riconoscimento di debito per l’importo dedotto in esecuzione oltre agli accessori.\n4. L'appello 14 aprile 1995 di __________ è dunque respinto.\nTassa di giustizia e indennità seguono la soccombenza (art. 51, 54, 67 e 68 OTLEF).\nPer questi motivi,\nrichiamati gli art. 82 cpv. 1 LEF; 530 ss., 544 cpv. 1 CO; 97 n. 4 CPC\npronuncia: 1. L'appello 14 aprile 1995 di __________, è respinto.\n2. La tassa di giustizia di Fr. 500.--, già anticipata dall’appellante, resta a carico di __________, che rifonderà agli avvocati __________ __________ e __________ Fr. 2’000.-- di indennità.\n3. Intimazione a:\n__________\nPer la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello\nIl presidente La segretaria"}