In quest’ottica, la conclusione del pretore secondo la quale l’istante non ha fornito la prova della colpevolezza di controparte, non è arbitraria. Confrontato a deposizioni testimoniali tra loro discordanti, il giudice è tenuto a operare una scelta intesa a stabilire a quale di queste testimonianze debba essere riconosciuta maggiore credibilità (Cocchi/Trezzini, CPC, n. 19 ad art. 90), ciò che non gli impedisce evidentemente di distanziarsi da entrambe qualora, come in concreto, nessuna di queste versioni sia suffragata da ulteriori riscontri probatori.