Mentre i convenuti sostengono che si tratta di un acconto con conguaglio al termine dell’esercizio, gli istanti ritengono che si tratti di un importo forfettario. Di fronte a queste due opinioni, entrambe suffragate da indizi, e in difetto di una prova certa su quella che era l’intenzione delle parti al momento della sottoscrizione del contratto, l’interpretazione della clausola relativa alle spese accessorie fornita dal primo giudice non può essere considerata arbitraria per il solo fatto di aver fatto propria la tesi degli istanti piuttosto che quella dei convenuti.