{"Signatur": "TI_TRAC_005", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "1995-10-09", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1995-81_1995-10-09.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=10555&nX40_KEY=4933419&nTrefferzeile=96&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "3c95f03320faa9c63b9fa88109b88ef1"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["16.1995.81"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["it", "de", "fr"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 09.10.1995 16.1995.81"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin  La Camera di cassazione civile"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin  La Camera di cassazione civile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 00:20:51", "Checksum": "8a99c826c281d94308e1f14e439ce8ca", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 09.10.1995 16.1995.81\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nL’insorgente rimprovera inoltre al primo giudice di non aver considerato le carenze della direzione lavori così come gli interventi non richiesti dei proprietari, modi di operare questi che hanno cagionato la sospensione dei lavori, l’esecuzione di lavori supplementari e il rifacimento di opere già ultimate. Contesta da ultimo il riconoscimento della pretesa riconvenzionale di controparte per presunti difetti nell’opera, difetti notificati tardivamente.\nCon osservazioni 2 novembre 1994 la controparte postula la reiezione del gravame.\n5. Giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di prove.\nPer costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 119 Ia 32 consid. 3, 119 Ia 117 consid. a).\n6. Per quanto attiene al contenuto del gravame inoltrato dalla ditta __________ occorre rilevare che là dove l’insorgente si limita a riproporre nei dettagli le argomentazioni e contestazioni già esposte in prima sede, ribadendo la propria personale interpretazione del contratto concluso con controparte, appare evidente la natura appellatoria del ricorso.\nIl fatto che nella concreta fattispecie il primo giudice abbia attribuito al complesso dei fatti e delle risultanze istruttorie una interpretazione diversa rispetto a quella offerta dalla ricorrente, non significa ancora che così agendo egli abbia prolato un giudizio errato o insostenibile. Spettava infatti all’insorgente dimostrare che le conclusioni dedotte dal primo giudice erano arbitrarie in quanto smentite dalle risultanze istruttorie.\nPer contro, il ricorso deve essere esaminato là dove la censura concerne la conformità delle risultanze istruttorie con le conclusioni del pretore.\nMentre il committente sostiene che il preventivo 30 settembre 1991, che costituisce la base degli accordi contrattuali tra le parti, è da intendersi come comprensivo di ogni prestazione per la posa delle piastrelle nello stabile di sua proprietà, la ditta appaltatrice, qui ricorrente, sostiene che lo stesso è sempli-cemente indicativo delle misure e dei prezzi unitari nonché del costo orario per eventuali lavori a regia.\n7. Il codice delle obbligazioni conosce due tipi di mercede nel contratto di appalto: quella definita “a corpo” (art. 373 CO) e quella “secondo il valore del lavoro” (art. 374 CO).\nLa prassi ha a sua volta creato alcune sottocategorie, quali il contratto a prezzo forfettario, a prezzo globale, secondo prezzi unitari, rispettivamente l’esecuzione “a regia” (cfr. Norme SIA 118, art. 38 segg.).\nMentre il prezzo forfettario è fissato dalle parti in anticipo per l’esecuzione dell’intera opera o per parte di essa, vincolando le parti alla stessa stregua della mercede preventivamente determinata a corpo secondo l’art. 373 cpv. 1 CO, escludendo cioè ogni aumento a favore dell’appaltatore, salvo il caso di modifiche di ordinazione concordate e accettate dai contraenti (Gauch, Der Werkvertrag, 1985, n. 629-633; DTF 104 II 315), il cosiddetto prezzo globale garantisce all’impresa, a determinate condizioni, oltre che la mercede stabilita, gli aumenti di prezzo per variazione del costo dei salari e dei materiali (Gauch, op. cit., n. 634).\nIl prezzo unitario è pure fissato in modo vincolante e in anticipo, ma limitatamente al prezzo per unità di misura o di quantità e può quindi, per quanto riguarda il costo finale complessivo, variare a seconda della misura e delle quantità effettivamente risultanti (Gauch, op. cit., n. 639).\nRimane salva l’eventualità in cui una mercede determinata a corpo giusta l’art. 373 CO debba venire aumentata per l’insorgere di circostanze imprevedibili e straordinarie che abbiano reso oltremodo difficile il compimento dell’opera (art. 373 cpv. 2 CO).\n"}